Un Terzo polo per non morire schleiniani o vannacciani. Luigi Marattin, deputato e leader del Partito Liberaldemocratico, sta lavorando agli ultimi dettagli dell’assemblea nazionale di questo sabato. Con HuffPost l’ex renziano riflette sulla necessità di un centro vero, che spezzi il bipolarismo. Un tentativo non facile, visti “i tanti fallimenti precedenti”.
Quali sono le principali differenze che vi contraddistinguono dagli altri partiti e movimenti che si definiscono "di centro"?
Due. La prima è che siamo di centro “senza trattino”; cioè non siamo collocati in coalizioni che contengono populisti come i grillini o i vannacciani, ed escludiamo di esserlo anche in futuro. La seconda è che abbiamo un’impostazione prettamente liberale, dalla spesa pubblica al fisco, dalla concorrenza allo Stato leggero, dalle libertà individuali alla collocazione atlantica senza se e senza ma.
Alle prossime elezioni si deve presentare un Terzo polo autonomo da centrodestra e campo largo?
Se entrambe saranno guidate dal motto “nessun nemico a sinistra o a destra”, e quindi faranno incetta di movimenti estremisti col solo scopo di prendere un voto in più dell’altra curva, sicuramente si. Almeno si darà una possibilità a quegli italiani che non vogliono essere costretti a scegliere se avere Nicola Fratoianni ministro del Welfare o Roberto Vannacci ministro della Difesa.












