Il segretario Libdem all'Adnkronos: "Nel paese esistono persone che non vogliono essere costrette a scegliere tra avere Fratoianni ministro o Vannacci ministro, diamo una rappresentanza". E sulla legge elettorale: "Se fosse approvata nella sua attuale versione sarebbe un problema"
Onorevole Marattin, ieri a Milano con Calenda, Picierno ed altri avete battezzato Europeisti.eu. Sarà una lista alle prossime politiche?
In realtà Europeisti.eu è un’associazione nata ieri, e promossa da Piercamillo Falasca e altri. E nella loro iniziativa di nascita hanno ritenuto opportuno invitare gli esponenti politici dell’area liberaldemocratica, per un confronto aperto e sereno. E li ringraziamo per questo.
Avete detto che non si tratta di una riedizione del Terzo Polo, allora cos'è?
Nel paese esistono persone che non vogliono essere costrette a scegliere tra avere Fratoianni ministro o Vannacci ministro. O, se preferisce, tra la patrimoniale e la remigrazione. Persone che vogliono uno stato che faccia meno cose ma fatte meglio, che considerano mercato e concorrenza strumenti di crescita e opportunità, che vogliono difendere i valori di libertà e democrazia delle società occidentali (dall’Ucraina a Israele, passando per una Palestina libera dall’odio e dal fondamentalismo di Hamas), che vogliono ridurre le tasse su chi lavora e produce, che credono in meritocrazia e pari opportunità. Che pensano che l’Italia abbia bisogno di un programma radicale di riforme liberali (dall’università al mercato del lavoro, dalla pubblica amministrazione alla scuola), in un paese che ha fatto le ultime riforme strutturali ormai più di 30 anni fa. Abbiamo due possibilità: o lasciamo che queste persone alle prossime politiche scelgano l’opzione meno peggiore, oppure proviamo a dargli piena rappresentanza politica. Costruendo un’offerta politica ampia, stabile, strutturata e pienamente contendibile. Che si renda conto che le piccole realtà che esistono ora nell’area centrale sono, da sole, del tutto insufficienti; mentre se mettono in moto un processo di aggregazione dal basso, basato ovviamente sulle realtà esistenti ma che non si esaurisca in esse, possono fare grandi cose.









