Futuro Nazionale e Progetto Civico Italia sono le due novità più interessanti di questa fase politica, ma prima dei sondaggi devono preoccuparsi della scheda elettorale. Il generale Roberto Vannacci prova a costruire una forza alla destra del centrodestra, capace di contendere voti alla Lega e a Fratelli d’Italia e di obbligare Giorgia Meloni a guardarsi dal suo stesso fianco. L’Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma, Alessandro Onorato, tenta l’operazione opposta: dare al centrosinistra una lista civica nazionale per intercettare un elettorato che non si riconosce più nei partiti tradizionali, ma non vuole uscire dal campo progressista. La legge elettorale li tratta nello stesso modo: se vogliono correre da soli, devono dimostrare di esistere nei territori.

Il primo ostacolo non è la soglia del tre per cento prevista dalla legge elettorale, il Rosatellum, ma la raccolta delle firme necessarie per presentare il simbolo nella scheda elettorale. Ne servono da 1.500 a 2.000 per ogni collegio plurinominale in cui la lista si presenta. I collegi sono settantacinque: quarantanove alla Camera e ventisei al Senato. Per una presenza nazionale completa significa raccogliere tra 112.500 e 150.000 sottoscrizioni valide. Non firme raccolte ovunque, ma di elettori del collegio giusto, autenticate, accompagnate dai certificati elettorali e depositate entro i termini previsti.