L’iniziativa di Europeisti e gli errori del passato

Aldo Torchiaro

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I soggetti della politica, per una prassi che conosce poche eccezioni, nascono a Milano e poi, presto o tardi, finiscono per morire a Roma. Nel capoluogo lombardo, al teatro Parenti, è nata una nuova ondata riformista e liberale. L’iniziativa di Europeisti è andata oltre le previsioni. Salutata da 750 tra simpatizzanti e militanti, l’incontro ha dimostrato quanto entusiasmo, quanta energia, quanta passione si muova intorno al progetto di un’area che sappia presentarsi unita alle prossime elezioni. Non è solo un tassello elettorale, la punta di un iceberg che tutti i sondaggisti quotano tra il 7 e il 12%: è un popolo che si muove.

A Milano abbiamo visto studenti universitari, professionisti, impiegati, commercianti. Uomini e donne dai problemi comuni – l’affitto, la separazione, le tasse – uniti dalla limpida adesione all’idea di una Europa forte. Ceto medio, persone vere che dopo l’happening con Carlo Calenda, Luigi Marattin, Carlo Cottarelli e Pina Picierno, salutati i big, si sono dati appuntamento nel salone interrato di una pizzeria milanese per commentare la giornata. E per darsi un’identità, guardandosi negli occhi. Persone che si sono messe in marcia verso Milano senza invito e senza sapere cosa avrebbero trovato in quel viaggio. Forti di una sola certezza: attivarsi, esserci, contare. Contarsi. Si vota tra cinquanta settimane. E questo tempo diventa prezioso se ottimizzato dagli entusiasti e appassionati attivisti per provare a scrivere il programma elettorale ideale.