La propaganda russa in Europa non si diffonde solo attraverso i canali di Mosca, ma si rafforza quando trova sponde politiche, mediatiche e culturali dentro l’Occidente. Il punto è che questa influenza agisce sempre più sul terreno emotivo, facendo leva su paure economiche, riflessi identitari e reazioni immediate, spesso con forme meno esplicite e più difficili da riconoscere. L’opinione del generale Nicola Cristadoro
La rete della propaganda russa in Occidente potrebbe essere meno efficace se non trovasse degli alleati proprio tra gli Occidentali. In prima linea tra le “armate cognitive” che combattono sul fronte – o forse dovremmo dire “sulla fronte”, dato che stiamo parlando di attacchi sferrati sul campo di battaglia del sistema limbico del cervello umano – troviamo schierate le nuove destre europee. Mosse da un coacervo ideologico, accanto a forme eclatanti di smaccata propaganda, lanciano sistematicamente “droni subliminali” che colpiscono la “pancia” degli individui piuttosto che la loro sfera razionale. Questi movimenti politici sono attratti dal nazionalismo propugnato da un Cremlino in cerca di interlocutori disposti a sviluppare una forma di deep battle che non mira alla conquista delle retrovie degli avversari, ma a quella delle loro emozioni. Ecco, allora, che realtà quali il Front National francese, lo United Kingdom Independence Party (UKIP) in gran Bretagna o la Lega Nord e, recentemente, il partito di nuova costituzione Futuro Nazionale, in Italia, si schierano fianco a fianco nella battaglia condotta da Mosca per indebolire il sostegno alle sanzioni erogate dall’Unione Europea all’indomani della crisi sfociata in guerra tra la Russia e l’Ucraina. E certamente Putin non perde occasione di alimentare in ogni forma e con ogni mezzo i partiti simpatizzanti della sua condotta politica, i cui leader non mancano di rendere lustro alla sua immagine, più che alla Russia stessa. Non possiamo dimenticare la foto di Matteo Salvini che indossava una maglietta con il ritratto del presidente russo o sempre lui che, in tempi non sospetti affermava “Russia Unita è un partito fratello della Lega”, come riportato sulle colonne del quotidiano Libero del 20/12/2015: “Salvini vola in Russia da Vladimir Putin. Colpo di teatro: si presenta dallo zar con questa maglietta”.








