Video con milioni di views che mostrano l’impero tirato a lucido, post in cui l’Ue viene descritta come «invasa da obesi e gay». Il problema è che la propaganda russa sbanca sempre di più anche sui social delle nostre latitudini. I fatti? Interessano a pochiLa famiglia del Mulino Bianco ne sarebbe imbarazzata. Sulle piattaforme social, migliaia di pagine presentano un paese da 11 fusi orari come se fosse il set di una colazione bucolica. Un paese di architetture meravigliose, parchi cittadini, valori tradizionali, cucina prelibata, gioventù divertita, bambini, natura, cultura. Quel paese – che esiste e che senza dubbio è anche questo – è la Russia. Con un “ma”: che la Russia raccontata nei reel di Instagram, FB e TikTok è ormai “solo” questa; che dPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Maurizio Carta
La Russia, “il paese delle meraviglie”, l’assalto degli influencer putiniani
Video con milioni di views che mostrano l’impero tirato a lucido, post in cui l’Ue viene descritta come «invasa da obesi e gay». Il problema è che la propaganda russa sbanca sempre di più anche sui social delle nostre latitudini. I fatti? Interessano a pochi
Migliaia di account sui social europei amplificano narrativa idealizzata della Russia, omettendo problemi reali; il fenomeno scala. Per CTO: algoritmi di recommendation amplificano disinformazione senza guardrail, sollevando rischi compliance e reputazionali.










