Con l’avvicinarsi del 18 giugno 2026, alle ore 8:30, quando prenderanno ufficialmente il via gli esami di Stato, migliaia di maturandi si preparano ad affrontare la temuta prima prova scritta. Ma la vera trappola, ancor prima del foglio protocollo, si annida negli smartphone e nelle chat.
A lanciare l’allarme è la campagna “Maturità al sicuro”, promossa dalla Polizia di Stato in collaborazione con Skuola.net, secondo cui le fake news continuano a rappresentare una minaccia concreta per la concentrazione e la lucidità degli studenti.
Nonostante l’invio delle tracce avvenga tramite un sistema crittografato e centralizzato, il cosiddetto “plico telematico”, che rende impossibili fughe di notizie, i dati restano eloquenti. Quasi uno studente su cinque (20%) continua a ritenere utile la rete per carpire informazioni in anticipo.
Nel dettaglio, il 12% è convinto che gli argomenti d’esame possano circolare prima dell’ora stabilita, mentre il 5% spera addirittura di trovare le tracce esatte con qualche ora di anticipo.
Una suggestione digitale che ha un prezzo salato: il 16% dei ragazzi è disposto a restare sveglio fino a tardi per setacciare i social, sacrificando il sonno proprio alla vigilia di una prova che richiede padronanza logico-linguistica ed equilibrio emotivo.










