L’evaporare delle frontiere e le nazionalità sempre più liquide sono raccontate da decenni nei tornei calcistici. Ma nulla ha precisato meglio il nostro tempo di Yasin Ayari che fa gol ai mondiali e non esulta.

La storia di Folarin Balogun, nato casualmente a New York da genitori nigeriani, cresciuto in Inghilterra e autore di due gol nella gara d’esordio degli Stati Uniti ai mondiali, ha l’incarico di additare il ridicolo della purezza nazionale inseguita da Donald Trump. Se la Corte suprema accoglierà (è difficile) la sua idea restrittiva di ius soli, nessun Balogun del futuro potrà fare ancora grande l’America, perlomeno su un campo da calcio.