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Ultimo aggiornamento: 11:05
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Il giorno dell’esordio tra i professionisti del diciottenne nigeriano Akeem Omolade, il clima allo stadio di Terni divenne improvvisamente cupo. Una frangia della tifoseria ospite, quella del Treviso, decise di rimuovere i propri striscioni e intonare cori offensivi contro il giovane attaccante appena entrato in campo e “colpevole” solo del colore della sua pelle. La risposta della squadra trevigiana passò alla storia: nella partita successiva contro il Genoa, in casa, i compagni e l’allenatore Mauro Sandreani scesero in campo con il volto dipinto di nero. A distanza di 25 anni, Fabiano Ballarin, uno dei leader di quel gruppo e tra i promotori di quella protesta coraggiosa, racconta al fattoquotiano.it cosa successe.






