Antonio Santovito abita in città vecchia ed è in attesa del trapianto del rene, ma anche di una risposta da parte della Polizia Locale di Taranto. Da dicembre scorso, la sua quotidianità è intrappolata in un limbo, sospesa tra le cure di una grave malattia e le macchine parcheggiate davanti al suo portone che impediscono l’ingresso e l’uscita.

Antonio, 45 anni, è invalido al cento per cento ed è costretto a sottoporsi a estenuanti sedute di dialisi, un percorso terapeutico debilitante che lo espone costantemente al rischio di improvvisi collassi e malori acuti. In una condizione di così estrema fragilità, l’accesso libero alla propria abitazione e la rapidità dei soccorsi non rappresentano un semplice dettaglio logistico, ma una questione di immediata sopravvivenza.

«La legge – spiega Antonio – mi tutela, io ho diritto a un divieto di sosta davanti al portone. Non posso avere paura, dopo una dialisi, di morire perché uno ha parcheggiato davanti alla porta».

La sua casa si trova in via Cariati, vicina alla pensilina liberty, a pochissimi passi da Piazza Fontana. Si tratta di una zona in cui, per ora, la sosta è gratuita, un fattore che la trasforma in un’arena per automobilisti a caccia di un parcheggio.