di
Marzia Zamattio
Ora l'uomo percepisce una pensione minima ed è intenzionato a risarcire le vittime dei furti: non ha mai provato a rivendere i veicoli, li usava solo per alcuni giorni come rifugio per sopravvivere
Una vita difficile alle spalle. Segnata da sfortune che lo hanno portato a scivolare nelle dipendenze e a diventare un senzatetto. Per questo, anche, il settantenne bolzanino apparso in tribunale a Trento nei giorni scorsi per rispondere del reato di ricettazione, vive in auto. Non la sua, ma quella che all’occorrenza riesce a trovare per avere un posto dove stare. L’uomo, che in passato ha provato a risollevarsi grazie all’aiuto di qualche associazione di volontariato o al dormitorio a Bolzano, ora è per strada e cerca un alloggio.
Le accuseUn posto, piccolo, da poter pagare con la pensione minima (circa 500 euro) che riceve. Per non delinquere e per sperare. Oltre che per risarcire i vari procedimenti in corso. Un atto di buona volontà che ha chiuso con un «non luogo a procedere» per l’attività riparativa a Bolzano grazie al piccolo risarcimento dato per i quattro processi per furto che aveva a suo carico. Mentre a Trento è accusato di ricettazione, un reato più pesante, per il quale il suo avvocato di fiducia Cristian Zamfir ha chiesto il rinvio dell’udienza davanti alla giudice Marta Schiavo, con la richiesta dei termini al fine di un eventuale risarcimento. «Se trova un altro domicilio può farlo», spiega il legale. Da qui l’appello a trovargli una casa. Anche in vista delle condanne da poter scontare ai domiciliari.








