PADOVA - È il tema del momento. L'ascesa di Roberto Vannacci e il rapporto con il centrodestra. Ognuno la situazione la rappresenta a modo suo. Evyrein, street artist padovano, sceglie l’irriverenza. Dopo il graffito di Donald Trump attaccato a una flebo di petrolio, comparso lo scorso gennaio; dopo l'immagine di Giorgia Meloni che stringe la mano a Matteo Messina Denaro, costata all'artista un avviso di garanzia per vilipendio delle istituzioni; ecco la sua nuova creazione, apparsa ieri in Piazza Capitaniato con il titolo "La famiglia tradizionale". Il graffito rappresenta il ministro e segretario della Lega Matteo Salvini, munito solo di una mutanda, rigorosamente color arcobaleno, inginocchiato su un tavolo, con alle spalle un sorridente Roberto Vannacci, ancora con divisa militare. L'atto rappresentato non lascia spazio all’immaginazione. La metafora (anche politica) è altrettanto evidente.

IL SIGNIFICATO Il riferimento non si ricollega solo all'uscita del generale dal Carroccio con la conseguente reciproca accusa di tradimento con Salvini (per il primo "della parola data", per quest'ultimo "dei valori"). La scena si fa portatrice del tanto discusso, potenziale e paradossale esito di tutta la vicenda, quello sperato e tifato dal centrosinistra, e quello che innegabilmente spaventa la maggioranza. Matteo Salvini, quindi la Lega, quindi il centrodestra che si ritrova depauperato dall'ex alleato che ha già scippato in un paio di mesi un 5% di consensi e parecchi uomini, dal Parlamento in giù. Per la gioia di Schlein e compagnia. Tuttavia, come ha già ricordato Vannacci, «la disponibilità di Futuro Nazionale a sedersi a un tavolo con la maggioranza c'è», commenta l'ex consigliere regionale del Carroccio, neovannacciano, Luciano Sandonà: «Ma non c'è la possibilità che noi veniamo meno alle nostre linee rosse, già chiaramente delineate dal generale, in politica economica e immigratoria. Coi nostri principi noi vogliamo andare fino in fondo». Alla storia dei principi però poco ci crede il segretario padovano della Lega, Nicola Pettenuzzo: «Non prendiamoci in giro, lo abbiamo visto mille volte, quelli che oggi stanno lasciando una nave che naviga in acque un po' tempestose, lo fanno solo perché vogliono approdare per primi a un lido che oggi sembra più sicuro. Le cadreghe fanno comodo». Ma in che senso Fn sarebbe un lido più sicuro della Lega? «Massì, perché è il partito del momento, è più facile mettersi in mostra - risponde Pettenuzzo - poi comunque le somme le tiriamo alla fine. Nel graffito comunque vedo che il tavolo in legno è sostenuto da due cavalletti un po' così... chissà che il tavolo non traballi troppo per tutti e due». Intanto lo sconcio resta lì. In attesa di un colpo di spugna. O magari di un’altra denuncia.