Caro Aldo, Vannacci procurerà dei gran mal di testa a tutti, destra e sinistra, ma della sua nascita deve farsi carico e colpa soprattutto la sinistra che si è completamente disinteressata,sottovalutando i problemi relativi a sicurezza ed emigrazione incontrollata che stanno preoccupando gli italiani. Per le prossime elezioni temo che Vannacci costituirà l’ago della bilancia e se coerente non si alleerà con Meloni né tanto meno con la sinistra e quindi ci aspetterà un nuovo governo tecnico che ci affosserà. Ernesto Megali

Caro Ernesto,Vannacci nasce anche come reazione agli eccessi del politicamente corretto, e in mancanza di un progetto alternativo alla maggioranza di governo che sappia attrarre delusi, scontenti, astenuti. Ma per la sinistra Vannacci sta diventando la «speranza nera» contro Giorgia Meloni.Dopo il successo del suo libro, «Il mondo al contrario», andai a Viareggio a casa di Roberto Vannacci per intervistarlo. L’abilità dialettica era già quella emersa in questi giorni: presentarsi non come un estremista, ma come l’uomo qualunque, l’italiano di buon senso che non riconosce più il suo Paese e il suo mondo, e lo rivorrebbe come prima: senza neri, senza cortei, senza Europa, gli omosessuali spauriti e nascosti, il principio di autorità ripristinato nelle scuole e nelle fabbriche. E pazienza se quell’Italia e quel mondo non sono mai esistiti, forse neppure sotto il fascismo.Ci siamo già detti che la parabola di Vannacci ricorda al contrario quella del generale Della Rovere. Un piccolo truffatore viene ingaggiato dai nazisti per interpretare la parte di un generale monarchico ucciso a un posto di blocco, che però i partigiani credono vivo. Il falso generale in carcere dovrà accattivarsi la fiducia degli altri prigionieri e tradirli. Ma pian piano l’impostore diventa il vero generale Della Rovere, rifiuta di tradire, e muore da eroe gridando viva l’Italia. Al contrario, Vannacci è stato non dico un eroe, ma un ottimo militare: ha comandato il Col Moschin e la Folgore, i corpi d’élite dell’esercito italiano; è stato in Iraq, in Somalia, in Afghanistan, nei posti più difficili della Terra. Poi però ha visto che dicendo cose ovvie o cattive ma attese da parte del pubblico si può avere successo in politica; e ha fatto la metamorfosi inversa rispetto a quella del generale Della Rovere, trasformandosi non dico in un piccolo truffatore, ma in un imbonitore.Anche il suo modo di maltrattare la platea è in realtà un modo per vezzeggiarla: «Siamo la feccia», «la sporca dozzina», «i figli di nessuno», i «reietti». Scontenti, incompresi, danneggiati di tutta Italia unitevi: i no Vax e i padri separati (i secondi hanno qualche buona ragione in più), la destra dura e pura e gli ex comunisti alla Marco Rizzo che non capiscono perché ci si debba opporre alla Russia di Putin.Aspettavamo il grande centro; l’unica novità finora è questa. Ci accusano di parlare troppo di Vannacci; attendiamo che la maggioranza e l’opposizione di sinistra portino proposte, idee, candidature. Ce n’è molto bisogno.