Il caso della ragazza che ha denunciato la molestia subita nella ditta in cui lavorava da tempo. Perché secondo la procura il caso dovrebbe passare a un processo civile
Rischia di sollevare un’ondata di polemiche la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Biella su un caso di presunte molestie sessuali sul luogo di lavoro. Il caso è stato discusso oggi 16 giugno in udienza nel palazzo di giustizia biellese, dopo il ricorso presentato dalla ragazza di 26 anni che aveva sporto denuncia. A far discutere sono soprattutto le motivazioni con cui il pm Dario Bernardeschi ha chiesto di chiudere il fascicolo, a partire dalla descrizione dei fatti giudicata «non sufficientemente precisa».
La distinzione sulla «zona erogena» contestata dalla difesa
Nel testo della proposta di archiviazione il magistrato si soffermava su un episodio di «toccamento» di cui, a suo dire, non era chiaro se fosse avvenuto «sul seno (zona erogena) ovvero immediatamente sotto», tracciando così un distinguo tra le due aree del corpo. Una formulazione contestata in aula dall’avvocata della donna, Cristina Morrone, che ha definito poco comprensibile «quale sia la rilevanza dell’affermazione, visto che l’atto risulta in ogni caso gravemente lesivo della sfera sessuale».













