Archiviare le accuse di una lavoratrice nei confronti del suo diretto superiore in azienda perché «non è chiaro se il toccamento» avvenuto in maniera «repentina» sia «sul seno», che è una «zona erogena», o «immediatamente sotto» – che non lo sarebbe – ma anche perché la descrizione degli episodi di violenza o molestie sessuali non sarebbe «sufficientemente precisa» quando la donna afferma, in due passaggi della querela, che il 51enne prima le «sfiorava il fondoschiena» e poi che «in maniera lasciva appoggiava e toccava con la mano il fondoschiena». Con queste parole la Procura di Biella ha chiesto l’archiviazione delle accuse di violenza e molestie sessuali nei confronti di un 51enne responsabile del reparto di Finissaggio e Rammendo della Lanificio Ferla Egidio spa di Valdilana, nel Biellese, denunciato da una dipendente con 26 anni di anzianità nell'impresa che si ritiene vittima di «condotte mobbizzanti e persecutorie» che hanno generato uno stato di «shock e terrore» fra cui «comportamenti vessatori e sessualmente molesti» a partire dal settembre 2013, dopo aver respinto le avance del nuovo responsabile del suo reparto.
“Si abbassò i pantaloni con la scusa di mostrarmi un’ernia”







