Concluse le amministrative, a meno di un anno dalle prossime elezioni politiche, cresce una preoccupazione che dovrebbe interessare non solo gli economisti ma soprattutto la politica. Il Mezzogiorno continua a essere raccontato come il principale destinatario di risorse pubbliche, mentre resta irrisolto il problema essenziale: trasformare la spesa in sviluppo. Il Mezzogiorno non ha bisogno di altra spesa. Ha bisogno di diventare altro attraverso lo sviluppo.

Le cronache di questi giorni raccontano più di qualsiasi rapporto statistico. Taranto continua a interrogarsi sul destino dell'ex Ilva, forse finalmente al centro dell'attenzione nazionale, ma con il rischio che tutto si traduca ancora una volta in una lunga stagione di annunci, rinvii e soluzioni temporanee.

Gioia Tauro, dopo avere visto svanire il sogno del grande polo siderurgico, continua a oscillare tra opportunità mancate e occasioni incompiute. Persino l'ipotesi di un investimento strategico come quello di Amazon è stata travolta dalle preoccupazioni legate alla presenza della criminalità organizzata, dimostrando quanto la questione della legalità continui a rappresentare un costo economico oltre che civile.

Il Molise assiste con crescente apprensione alla crisi dello stabilimento Stellantis di Termoli, simbolo di una transizione industriale che rischia di lasciare sul terreno migliaia di lavoratori e un intero indotto produttivo. La Campania deve affrontare contemporaneamente una difficile crisi industriale e occupazionale, soprattutto nel comparto metalmeccanico, mentre l'emergenza dei Campi Flegrei aggiunge nuove incertezze sociali ed economiche a un territorio già complesso.