Pubblicato il: 12/06/2026 – 6:24

CATANZARO La Calabria che non ti aspetti, il Mezzogiorno che non ti aspetti. Negli ultimi anni sono le regionali del Sud tra cui soprattutto quella calabrese a trainare il Paese per quanto riguarda la spesa per “investimenti fissi lordi” (Ifl), in pratica la spesa per le infrastrutture. E’ quanto segnala una relazione della Corte di Conti nazionale, in particolare delle sezioni riunite di controllo, nell’ambito di un’analisi periodica sull’andamento della finanza pubblica. «Le regioni, che nel 2024 erano risultate pressoché ferme, riprendono una crescita vigorosa (33,6 per cento), trainata in particolare dalle Regioni a Statuto ordinario che invertono decisamente l’andamento rispetto al biennio precedente. L’aumento di spesa per queste ultime vale circa 450 milioni ed è prodotto per il 76,5 per cento da sole due regioni del Sud (Campania e Calabria)», scrive infatti la Corte dei Conti.

Il contesto generale

Sul piano generale – sostengono i giudici contabili – «l’analisi mostra che, dopo una lunga fase di contrazione culminata nel 2018, gli investimenti fissi lordi della pubblica amministrazione hanno intrapreso un forte ciclo espansivo, raggiungendo, nel 2025, il livello di 86,7 miliardi (3,8% del Pil). In questo contesto, le amministrazioni locali hanno assunto un ruolo centrale, contribuendo in misura prevalente alla crescita della spesa con 48,2 miliardi di pagamenti. I Comuni, in particolare, hanno sostenuto quasi 22 miliardi di investimenti fissi lordi, in aumento di oltre il 14% rispetto al 2024. I dati mostrano significative differenze territoriali, con una decisa accelerazione nel Mezzogiorno (+19%) e nelle Isole (+20%), pur in presenza di divari, in termini assoluti, ancora rilevanti rispetto al Nord».