Un mestiere difficile

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Stefano Perelli, Nicola Lodi, Matteo Rancan, Fabio Felisatti e Massimiliano Guerzoni

Il senso di Matteo Salvini per il Viminale. Sì, è vero c’è un suo uomo: Matteo Piantedosi. Ma è la base leghista, i militanti che tornano ad abbracciare le piazze, che rivogliono il Capitano al ministero degli Interni. A maggior ragione ora che il più alto in grado – il generale Vannacci – sta puntando tutto sui temi da sempre cari al Carroccio: sicurezza, immigrazione irregolare e tutela degli "interessi nazionali" (citofonare Treccani per la definizione). Proprio dall’Emilia, anzi, da Ferrara il segretario regionale leghista Matteo Rancan veste la maglia che recita: "Matteo Salvini agli Interni, senza paura". Prima erano le felpe, oggi sono le t-shirt. Ma il concetto è chiaro. "Noi vogliamo riportare il nostro segretario federale – dice Rancan dal gazebo al parco Coletta, simbolo della riqualificazione in salsa verde – al ministero degli Interni. Per questo il 20 e il 21 di giugno saremo nelle piazze, assieme a tutti i nostri militanti dei territori, per questa iniziativa dal basso, dal forte valore simbolico". D’altra parte, sostiene il segretario regionale, "sono i risultati tangibili che ha portato Matteo (Salvini, non Pientedosi – absit iniuria verbis – maledetta – – omonimia) a parlare prima di tutto: riduzione degli sbarchi, più tutela per le forze dell’ordine e maggiore sicurezza a livello urbano. Il lavoro che è stato fatto al Gad, ne è un esempio concreto". Anche il capogruppo del Carroccio in Consiglio, ex poliziotto di rango che ha lavorato all’indagine sulla Mafia Nigeriana corrobora questa versione. "Quando Salvini era al Viminale, abbiamo raggiunto l’apice, ci sentivamo tutelati, lavoravamo in modo molto efficace. Dobbiamo solo ringraziarlo". Quando la Lega chiama, Ferrara risponde. Si potrebbe riassumere così, l’intervento del segretario provinciale del Carroccio Nicola Lodi che ricalca i messaggi lanciati da Rancan e in qualche modo li territorializza ulteriormente. "Tutte le sezioni a livello provinciale saranno coinvolte – scandisce – con circa cento militanti mobilitati, oltre ad almeno un’altra cinquantina di altri sostenitori. A Ferrara, cui Salvini è molto legato, è l’esempio di come la sua ‘cura’ al Viminale sia stata efficace. Tuttavia, c’è ancora molto da fare. Per cui, senza paura, avanti". Massimiliano Guerzoni, segretario locale, si incarica di specificare la logistica: "I banchetti – dice – saranno il 20 in corso Martiri e il 21 nel piazzale della Stazione. Un luogo, quest’ultimo, tutt’altro che casuale". Fabio Felisatti, del coordinamento provinciale, aggiunge che "le realtà coinvolte nell’iniziativa vanno da Riva del Po a Copparo, passando per Portomaggiore, Terre del Reno e Comacchio". Se Lodi glissa sul suo ipotetico ritorno in giunta a Ferrara, Rancan esprime la volontà di portare "in città la festa regionale del Carroccio a settembre".