Il Consiglio Federale lo vuole ministro dell'Interno prima delle elezioni. E Piantedosi? «Quando parla in Consiglio dei ministri non sempre lo capisco», dice Giorgetti. L'asse con Zaia per il rilancio del Carroccio

Matteo Salvini al Viminale prima delle elezioni. Per arginare Roberto Vannacci e rilanciare la Lega. In attesa del voto in cui il Capitano si gioca tutto. E in cambio della legge elettorale che vuole Giorgia Meloni. Il Consiglio federale della Lega chiede che il leader torni al ministero dell’Interno. Subito, possibilmente. Anche se Sergio Mattarella potrebbe avere qualcosa da ridire. «Sarebbe utile anche a Meloni per disinnescare il generale perché Salvini in quel ruolo contrasterebbe la narrazione di Vannacci», è il ragionamento del Carroccio di cui parla oggi il Corriere della Sera.

Il consiglio è durato tre ore. «Un utile sfogatoio», dicono i rumors. Perché il segretario ormai da tempo è sotto processo. Tra chi gli rimprovera la mossa Vannacci, che ha contribuito a lanciare il generale che oggi gli sta svuotando il partito. E chi se la prende da anni con la “svolta sudista” del Capitano, sostenendo che così sta snaturando la Lega. Secondo la teoria del consiglio all’Interno Salvini ha saputo anche funzionare come comunicazione, come dimostrano gli anni dell’oltre 30%, a differenza dell’attuale inquilino, Matteo Piantedosi. Lo dice persino Giancarlo Giorgetti: «Quando parla in Consiglio dei ministri non sempre lo capisco». L’approdo al Viminale spalancherebbe le porte per Luca Zaia come rappresentante del Nord.