Milano, 21 giugno 2026 – Alle cinque della sera, i militanti al gazebo di piazza Argentina, in fondo a corso Buenos Aires, hanno sistemato le sedie a cerchio e allungano le gambe sull’asfalto che restituisce con gli interessi i 37 i gradi percepiti. “Sta andando molto bene”, sorride Alessandro Morelli, sottosegretario a Palazzo Chigi, uno dei big che fanno la spola ai gazebo della Lega. Una quarantina tra ieri e oggi a Milano, a raccogliere nomi per un candidato sindaco l’anno prossimo e temi sui quali si dovrebbe spendere la campagna elettorale. Una sorta di primarie in casa, il cui esito dovrebbe esser consegnato agli alleati il 6 luglio in un vertice dei coordinatori cittadini dei partiti di centrodestra.

L’eurodeputata Silvia Sardone

"Faccio il ministro dei Trasporti”

Molti militanti si aspettano che l’incoronato sia direttamente il leader Matteo Salvini. “Per fare il sindaco di Milano ci sarà tempo. Se uscirà il mio nome ringrazierò i militanti e i milanesi” ma “faccio il ministro dei Trasporti per tutta l’Italia e fino all’ultimo giorno utile”, ribatte l’interessato in visita all’urna nel mercato di Città Studi. E comunque “non è che dai gazebo uscirà quello che noi pretendiamo sia il sindaco”. La “gazebata” non ammicca al “modello Vigevano” che sta tentando Forza Italia (lì gli azzurri hanno sostenuto in solitaria un candidato civico che poi si è imposto al ballottaggio): un centrodestra diviso “sarebbe un suicidio assistito, non solo a Milano”, ragiona il sottosegretario Morelli. L’idea è piuttosto “dare una scossa” agli alleati e aprire la campagna per le comunali a Milano, dove il centrosinistra governa indisturbato da quindici anni.