«Primarie della Lega» entro la fine di giugno a Milano. Così Matteo Salvini, a margine di un evento a pochi passi dalla Stazione Centrale, smuove le acque già agitate del centrodestra in vista delle prossime elezioni del capoluogo lombardo previste per il 2027. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati ancora non hanno deciso quale sarà il candidato ideale per provare a strappare la città al centrosinistra, che amministra Milano da quindici anni. Per Salvini a risolvere l’impasse ci penseranno direttamente i milanesi: «L’impegno è quello di offrire una candidatura del centrodestra il prima possibile e l’estate è ormai alle porte, quindi chiederò alla Lega, per dare un’accelerata, di essere in piazza con i gazebo per fare delle primarie», spiega il segretario. Non è un’iniziativa di coalizione, sottolinea Salvini, ma è solo del Carroccio. Chi sceglierà di presentarsi ai gazebo (aperti a tutti i cittadini, senza distinzioni) non dovrà barrare nessun simbolo: «Non diamo opzioni, ognuno può scrivere il nome che vuole», continua il vicepremier, «magari saranno nomi anche non della Lega, magari di imprenditori o medici». L’importante, per Salvini, è fare in fretta. A un anno dal voto, infatti, le idee nella coalizione non sono ancora chiare. Così come non sono precisi i perimetri di questa alleanza. Da destra ha da poco fatto capolino il generale Roberto Vannacci, annunciando che il suo partito, Futuro nazionale, sarà presente alle elezioni milanesi del 2027 e lo farà con un candidato sindaco che il militare dice di avere già in mente. Dal centro, invece, c’è Carlo Calenda, verso cui una frangia di Forza Italia strizza l’occhio ormai da diversi mesi. E per conquistare il leader di Azione ci vorrebbe un candidato civico, un profilo più neutro. Della necessità di un nome fuori dalla politica ne è convinto da tempo Alessandro Sorte, coordinatore regionale azzurro, ancora più certo di intraprendere questa direzione dopo la vittoria a Venezia di Simone Venturini, che avrebbe, secondo il forzista, un identikit non politico: «Un candidato civico, giovane, competente e capace di parlare a un elettorato trasversale». Noi moderati risponde a Fi sostenendo che Venturini, per oltre dieci anni assessore della giunta Brugnaro, non sarebbe un civico. E rilancia così la candidatura di Maurizio Lupi, che trova in Ignazio La Russa il suo primo e principale sostenitore. «Ogni volta che fanno il nome di Maurizio Lupi dicono che l'ha detto La Russa: è vero», ha affermato il presidente del Senato, «Io voglio un politico, lo dico apertamente». E in generale, Fratelli d’Italia potrebbe preferire un nome politico, con cui sarebbe più facile confrontarsi anche in termini di peso all’interno della coalizione rispetto a un tecnico indipendente. Lo stop alla candidatura di Lupi arriva però proprio da quell’ala di Fi che cerca di avvicinarsi al centro, soprattutto a partire dagli impulsi di Marina Berlusconi. E il principale interlocutore della fazione azzurra in questo senso, Carlo Calenda, ha chiaramente chiuso ogni porta al leader di Noi moderati: «Maurizio Lupi sa che non lo sosterremo mai». Ma non tutti i forzisti sono d’accordo. Licia Ronzulli (che secondo il leader di Azione rappresenta «la corrente di Forza Italia che cerca di tener la barra più a destra possibile») ha dato il suo endorsement a Lupi, dichiarando che, al posto di un civico, Milano avrebbe bisogno di «responsabilità politica». Se Fi si divide, la Lega sembra sempre più orientata verso un nome in arrivo dalla società civile. L’ipotesi di candidare per la guida di Palazzo Marino l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada a Salvini non dispiacerebbe affatto: «L’ho conosciuto e ne ho avuto grande stima. È un ottimo imprenditore e sicuramente ha un profilo che a me piacerebbe». Ma non è l’unico nome. Mentre il leader leghista lanciava le primarie dei gazebo, in sala era presente un altro possibile candidato del centrodestra, Antonio Civita. Romano di nascita e milanese d’adozione, il proprietario della catena Panino Giusto si è avvicinato alla politica grazie all’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. L’imprenditore non dispiace ai berlusconiani e nemmeno alla Lega. «Bene», risponde Salvini quando gli viene fatta notare la presenza di Civita all’evento del Carroccio, «È una persona che si è messa a disposizione come le altre. Ascolteremo e raccoglieremo dai milanesi due o tre nomi».
Milano, Salvini lancia le primarie leghiste per scegliere il candidato sindaco: “A giugno i gazebo”
Il leader della Lega: “Non è un’iniziativa di coalizione, chiunque può partecipare e indicare un nome”. Nel centrodestra ancora manca un accordo per il voto ne…






