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Massimiliano Nerozzi, inviato a Los Angeles
Esordio mondiale a Los Angeles: sulle tribune le bandiere dello Scià e i calciatori cantano l’inno
Dal nostro inviato a Los Angeles
LOS ANGELES Quando, poco dopo mezzora di partita, Ramin Rezaeian, 36 anni, nato in un villaggio tra Teheran e la costa meridionale del Mar Caspio, pareggia, il Sofi Stadium impazzisce di gioia, e non fa differenza se hai una bandana con i colori della Repubblica Islamica e il nome di Allah o la bandiera pre-rivoluzionaria, con il leone e il sole, quella che la Fifa aveva vietato ma che qui spunta ovunque, sulle tribune: «Perché non dovrei tifare per la squadra di calcio?», quasi s’arrabbia Payam Motameki, sulla trentina, arrivato dalle parti di Westwood boulevard, cuore della comunità iraniana, t-shirt nera, pantaloncini e una maxi bandiera dei tempi dello Scià.














