La chiamano un’ "utopia mobilitante". Effettivamente il (non)luogo che aleggia sul progetto politico dei capibara ricorda quello di Utopia: l’isola (che non c’è) di Thomas More. Anche nello stato ideale dell’autore britannico cinquecentesco i beni sono comuni e tutti i cittadini, uomini e donne, lavorano sei ore al giorno per produrre ciò che serve alla comunità. Il resto del tempo è per riposo, relazioni familiari e sociali, attività culturali e intellettuali. Ecco, in formato capibara, la rivoluzione dello stile di vita, “mammiferanza“ inclusa: "Dormire dieci ore a notte, giocare, mangiare, fare pisolini, stare insieme, coccolarsi, fare l’amore, senza fretta". Dell’Utopia di More tornano anche le sei ore di lavoro, ma su quattro giorni: settimana lavorativa di 24 ore e venerdì libero. Salario minimo di 1.560 euro netti al mese, 15 euro all’ora, per tutti. Casa, utenze, cibo, trasporti, sanità e istruzione gratuiti.

Militanza profetica, mammiferanza, Mark Fisher, gratuitismo, accelerazionismo di sinistra: questo e molto altro è il Partito Capibara. Lo dicono anche loro, d’altronde: "Non è un partito normale". È un "meme politico", un’"iperstizione", un "esperimento" che punta agli scranni parlamentari alle prossime elezioni politiche. "From work that never ends to endless free time", dal lavoro infinito al tempo libero infinito, è l’esergo, rigorosamente fisheriano, del loro programma politico: 69 pagine, copertina rossa e proposte studiate, matematica e contabilità incluse. Venerdì a Roma e sabato a Firenze hanno chiamato all’adunata chi condivide la loro "rivoluzione dello stile di vita". Per farsi riconoscere sventolavano un grosso ventaglio fantasia anguria, ormai nel gergo comune associata alla Palestina. A Roma si sono sedute in cerchio – così “si capibara“ – 58 persone, a Firenze 28 per discutere idee e programmi. C’erano giovani universitari e pensionati: anagrafica eterogenea. Eppure il movimento, racconta Lorenzo Robin Frosini, "militante gratuitista del Partito Capibara", "nasce nel 2019 quando il Circolo Nomade Accelerazionista (CNA) intercetta nerd, attivisti e attiviste, memers, inizialmente a Bologna, fino a diventare translocale".