Avete paura dei robot? Se la risposta è sì, probabilmente state pensando ai robot sbagliati. E se la risposta è no, forse non sapete ancora cosa i robot stanno diventando". È con questa provocazione che si apre la puntata di Tech Talks dedicata alla robotica del 2026, un mondo che non è più "quella roba da catena di montaggio" a cui siamo abituati, ma sta diventando "intelligenza artificiale incarnata in un corpo fisico: un sistema che vi osserva, vi capisce e decide insieme a voi come muoversi intorno a voi, in tempo reale e in sicurezza".
Per orientarsi in questo territorio in rapidissima evoluzione l'ospite è Andrea Zanchettin, docente di robotica al Politecnico di Milano, ricercatore con cento pubblicazioni alle spalle e co-fondatore di una spin-off che trasforma la ricerca in prodotti reali. La promessa, dichiarata in apertura, è ambiziosa: uscire dalla conversazione guardando i robot, e forse anche il proprio lavoro e la propria vita privata, "in un modo completamente diverso".
Una robotica "a due velocità"
La prima domanda è anche la più diretta: dove siamo oggi? Rivoluzione o evoluzione naturale? Zanchettin sceglie un'immagine netta: una robotica "a due velocità". Da un lato c'è quella tradizionale, "quella ancora nelle catene di montaggio", ormai consolidata e nota a tutti: "Basta aprire un video, guardarlo e si capisce di cosa stiamo parlando. È uno strumento che serve a produrre, da un pezzo di automobile a un pezzo di plastica. Tutte le cose che i robot hanno sempre fatto, continuano a farle". Questo mondo non sparisce: migliora per piccoli passi, con perfezionamenti tecnologici incrementali.










