Sono già tra noi, ma ancora “nascosti” nelle fabbriche ad alto livello di automazione. E presto faranno parte della nostra quotidianità: sono i robot umanoidi. Tanto cari a Isaac Asimov, sviluppati per lo più da grandi realtà industriali americane e cinesi, sono anche “made in Italy”. Lo spiega Claudio Chieppa, senior manager di Roboverse Reply, tra i relatori del programma di Biennale Tecnologia Off, presso il MAUTO, il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, e protagonista della conferenza “Una mobilità senza confini: tra terra, aria e spazio”.
Chieppa è il co-responsabile di una delle più importanti aziende italiane del settore che si occupa di robotica e “phisycal AI”, dai droni del mondo industriale fino ai robot quadrupedi, umanoidi e veicoli a mobilità autonoma. La sua partecipazione nel progetto “The Future Unfolds” rientra nel percorso che il MAUTO ha avviato per diventare piattaforma attiva di osservazione, discussione e collaborazione nel settore della mobilità del futuro, costruendo progressivamente un ecosistema in cui cultura, ricerca e innovazione dialogano in modo continuo allo scopo di generare valore per l’intero sistema territoriale.
In base alla sua esperienza professionale, qual è la situazione dell'Italia nell'industria della robotica?






