La riflessione della dottoressa Mariastella Giorlandino sull'impatto dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro e sulle future generazioni

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ROMA – L'intelligenza artificiale, la robotica e le nuove tecnologie stanno avanzando a una velocità mai vista prima. Ogni giorno vengono presentati strumenti sempre più sofisticati, capaci di svolgere attività che fino a ieri erano affidate esclusivamente alle persone. Un progresso che affascina, incuriosisce e promette efficienza. Ma dietro l'entusiasmo collettivo si nasconde una domanda che pochi hanno il coraggio di affrontare.

A lanciare la riflessione è la dottoressa Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia, che invita istituzioni, famiglie e mondo della formazione a interrogarsi sul futuro delle nuove generazioni.

«Ci stiamo abituando a parlare dei vantaggi dell'intelligenza artificiale, ma quasi nessuno affronta il tema delle conseguenze sociali che questa trasformazione porterà con sé. Se le macchine saranno in grado di sostituire una parte sempre più ampia del lavoro umano, dobbiamo chiederci che spazio rimarrà per milioni di persone».