Le parti civili del processo Miteni legato all'inquinamento da Pfas nelle province di Vicenza, Padova e Verona dopo la sentenza di primo grado e le condanne sono pronte a una class action collettiva per chiedere risarcimenti per le 350mila persone residenti nelle zone.L'iniziativa è lanciata da tre soggetti capofila: Medicina per l'ambiente, Medicina democratica e Acqua bene comune Vicenza rappresentate dai legali Edoardo Bortolotto, Laura Mara e Rita Lasagna con la collaborazione della professoressa Claudia Marcolungo docente di diritto ambientale. Molte sono già le associazioni che hanno detto sì all'iniziativa e che quindi aderiranno al progetto.

Il documento Nel documento legato all'azione collettiva e denominato «Pfas Action» si legge che «sebbene il processo penale si sia concluso con le condanne a 140 anni di reclusione totale una vasta parte della popolazione colpita è rimasta esclusa dal risarcimento o dalla possibilità di costituirsi parte civile». Da qui, si legge nel documento, «l'avvio dell'iniziativa per colmare questo vuoto. La finalità non è il lucro ma la richiesta di risorse che permettano ai cittadini di affrontare le conseguenze croniche della contaminazione».