VICENZA - Una nuova azione collettiva sull'inquinamento da Pfas in Veneto si prepara a partire contro Mitsubishi Corp. e Icig, società controllanti di Miteni spa, l'azienda di Trissino (Vicenza) i cui vertici vennero condannati in sede penale a Vicenza. All'iniziativa hanno aderito 40mila persone, per un potenziale valore risarcitorio complessivo di 2 miliardi di euro. Ad avviare l'azione è lo studio legale Delex, il cui team di diritto ambientale ha già ottenuto l'autorizzazione per l'accesso agli atti del processo, che in primo grado si è concluso con 11 condanne e quattro assoluzioni, e sta completando le attività propedeutiche alla partenza della class action.
Come precisa lo studio legale in una nota, viene promossa l'azione nei confronti delle società «per aver sversato per anni nel suolo e nelle acque dei territori delle provincie di Verona, Vicenza e Padova i composti Pfas prodotti da Miteni, omettendo non solo di eseguire le opere di messa in sicurezza e di bonifica del sito industriale, ma anche di segnalarne l'inquinamento alle autorità competenti in violazione della normativa ambientale». I cittadini potenzialmente danneggiati dall'inquinamento sono i residenti nelle aree interessate dalla contaminazione che presentano nel proprio siero concentrazioni di Pfas oltre i limiti di tolleranza stabiliti dalle autorità sanitarie, chi ha contratto patologie correlate all'esposizione ai Pfas, i proprietari degli immobili nelle aree contaminate, e i residenti che hanno subito le conseguenze psicologiche legate alla paura di contrarre patologie. Pfas, scontro sulla bonifica dell'ex Miteni. Il Tar: «Paghi anche Marzotto»






