VICENZA - È attesa per giovedì 26 giugno la sentenza di primo grado nel processo Pfas davanti alla Corte d’Assise di Vicenza. In quello che è considerato uno dei più rilevanti procedimenti giudiziari in materia ambientale in Italia, Acquevenete (società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato in 107 Comuni) si aspetta un verdetto capace di segnare un precedente storico, che possa dissuadere altre aziende da comportamenti illeciti e promuovere una maggiore responsabilità verso la protezione dell’ambiente e della salute pubblica.

Imputati sono 15 tra manager ed ex dirigenti di Miteni, Icig e Mitsubishi Corporation, accusati a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro ambientale innominato, gestione non autorizzata di rifiuti, inquinamento ambientale e reati fallimentari. La società del servizio idrico ha richiesto un risarcimento di 8 milioni, affidando la propria difesa all’avvocato Angelo Merlin: «Nessuno ha ancora posto fine alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche». L’ente ha investito oltre 35 milioni per mettere in sicurezza l’acqua.

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