Vicenza, 26 giu. (askanews) – “La sentenza di oggi della Corte d’Assise di Vicenza, che riconosce il reato di disastro ambientale doloso e avvelenamento delle acque e prescrive condanne tra gli 11 e i 17 anni ai vertici della Miteni, è un passaggio fondamentale di giustizia per le comunità venete colpite e per tutti coloro che hanno lavorato con impegno alla ricerca della verità”. Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta l’esito del processo sul disastro ambientale da PFAS, giunta oggi la sentenza di primo grado.

“Fu proprio la Regione del Veneto, su mio mandato, nel 2013, a segnalare per prima alla magistratura – tramite Arpav, Direzione Sanità e Direzione Prevenzione – gli effetti gravissimi e irreversibili dell’inquinamento da Pfas, scoperto nell’ambito di una ricerca sperimentale del Cnr e del Ministero dell’Ambiente su inquinanti emergenti nei principali bacini fluviali italiani. In Veneto, gli inquinanti furono individuati nei corpi idrici della Valle del Chiampo, in corrispondenza dello stabilimento chimico Miteni di Trissino, poi rivelatosi la fonte primaria della contaminazione che ha interessato oltre 190 km² tra le province di Vicenza, Verona e Padova” ha ricordato Zaia.