Vicenza, 26 giu. (askanews) – La Corte d’Assise di Vicenza ha condannato 11 manager per l’inquinamento da Pfas, con pene da 2 anni e 8 mesi fino a 17 e mezzo. Ben 141 gli anni complessivamente inflitti. Altri 4 imputati sono stati assolti. Oltre 300 le parti civili per cui è stato fissato il risarcimentoi, fra privati ed enti pubblici. Al solo Ministero dell’Ambiente riconosciuto un risarcimento di 58 milioni di euro.

Lungo applauso, in aula, da parte delle mamme No Pfas alla lettura della sentenza. Sul banco degli imputati ci sono 15 manager di Miteni, Icig e Mitsubishi Corporation, le società che si sono succedute nella gestione dell’industria chimica di Trissino, accusati a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro ambientale innominato, gestione di rifiuti non autorizzata, inquinamento ambientale e reati fallimentari.

La Procura, a conclusione della requisitoria dei pubblici ministeri Blattner e Fietta, aveva chiesto condanne per complessivi 121 anni e 6 mesi per nove dei 15 imputati: per i giapponesi Naoyuki Kimura e Yuji Suetsune 16 anni; per i tedeschi Patrick Fritz Hendrik Schnitzer e Achim Georg Riemann, l’olandese Alexander Nicolaas Smit 17 anni; per l’irlandese Brian Anthony Mc Glynn 17 anni e 6 mesi; per il tedesco Martin Leitgeb 4 anni; per gli italiani Antonio Alfiero Nardone 5 anni, per Luigi Guarracino 10 anni.