PORDENONE - È stato sospeso per 50 giorni il piano industriale Electrolux presentato a maggio, con 1.719 esuberi, che salgono a oltre 1.900 sommando i contratti a termine. La decisione è stata resa nota nel pomeriggio di oggi, lunedì 15 giugno, al tavolo sulla vertenza svoltosi al Mimit. Il tavolo

Il tavolo sulla vertenza Electrolux è presieduto dal ministro Adolfo Urso, partecipano i sindacati e rappresentanti dell'azienda. Presenti, oltre al ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, anche rappresentanti di Confindustria e delle Regioni coinvolte, ossia Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna e Marche.«L’apertura arrivata oggi dall’azienda, nel corso del tavolo al Mimit, a trovare con l’esecutivo e le parti sociali delle soluzioni alternative e a lavorare ad un nuovo piano condiviso e sostenibile è un primo passo verso ciò che abbiamo fin da subito auspicato». È quanto dichiarato da Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, rispetto a quanto emerso al tavolo. «Il piano di esuberi che Electrolux aveva presentato era assolutamente inaccettabile ed irricevibile, come governo lo abbiamo detto da subito e continuiamo a sostenerlo», aggiunge Ciriani. Nonostante l'apertura al tavolo, il ministro ribadisce che «resta ancora molto da fare e da definire perché l’obiettivo che il governo tutto, ed io in prima persona, abbiamo sempre perseguito è la tutela dei lavoratori di tutti gli stabilimenti e per me di quello di Porcia in particolare».Urso: «Crisi elettrodomestico e vertenza europea» «Siamo pienamente consapevoli che la vertenza Electrolux non riguarda solo l'Italia. In due anni dodici stabilimenti dell'elettrodomestico in Europa sono stati chiusi o avviati alla chiusura e il quadro rischia di aggravarsi ulteriormente: non siamo di fronte alla somma di singole crisi aziendali, ma a una crisi strutturale del comparto nel nostro continente - è quanto avrebbe dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. Per questo ogni prospettiva di rilancio degli stabilimenti italiani non può reggere nel lungo periodo senza cambiare anche le regole europee. Lo ricorda anche Confindustria, che ringrazio per l'azione sinergica che sta svolgendo con le omologhe europee». Il tema, ha ricordato Urso, e stato affrontato anche nel suo recente incontro a Venezia con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stephane Sejourne «al quale ho sollecitato un'azione tempestiva a tutela del settore», ha precisato il ministro.