Mentre i partiti si affaticano su legge elettorale, patrimoniale e remigrazione, i nodi strutturali del Paese, dalla denatalità al sistema previdenziale, dalla dignità del lavoro alla cultura della legalità, restano sistematicamente elusi. Un’occasione mancata che rischia di ripetersi. Il commento di Pierfrancesco Malu
Il compianto Luigi Tivelli, di cui sono stato a lungo e immeritatamente allievo, facendo riferimento alla politica contemporanea mi (ci) parlava spesso di “armi di distrazione di massa” e di “cicaleccio politico”, ovvero della costante emersione di temi scientemente approntati per distrarre gli elettori da quelli prioritari per il Paese e di continue discussioni pseudopolitiche basate su di essi. In politica, entrambi questi elementi servono giusto a “smuovere l’aria” senza però creare un vero dibattito né tantomeno affrontare concretamente i tangibilissimi problemi che affliggono il nostro Paese. Ebbene, anche in questa fase verrebbe da dire che siamo alle solite: tutti i partiti si affaticano nell’ individuare i temi principe su cui basare la già avviata campagna elettorale per le prossime politiche senza però agire concretamente per individuare possibili ricette da mettere in opera, se non vaghi slogan da stadio che aizzano le folle e non lasciano nulla sul terreno.









