Uno sguardo limitato ai confini del nostro Paese, innanzitutto: l’82% degli italiani teme gli effetti negativi della dipendenza dalle fossili e il 73% vede nelle rinnovabili la soluzione. A rivelarlo è un sondaggio realizzato nella seconda metà di maggio e illustrato da Anev oggi in occasione della Giornata mondiale del vento. E poi uno sguardo allargato ai confini dell’Europa, prendendo a riferimento un messaggio lanciato da Wind Europe: l’energia eolica può esprimere il massimo del potenziale quando c’è una stretta collaborazione con i territori ospitanti e turbine, ma le nuove normative europee attualmente in discussione rischiano di frenare questa sinergia tra nuove tecnologie e amministrazioni locali.
La principale associazione europea che promuove l’eolico nel Vecchio continente ha acceso un faro sull’importanza cruciale del legame tra lo sviluppo di questo settore e il coinvolgimento diretto delle comunità locali, ponendo l’accento sia sui successi ottenuti che sulle nuove sfide normative. Il messaggio cardine che emerge dall’analisi di Wind Europe è che la transizione energetica può avere successo solo se i parchi eolici vengono percepiti dai territori ospitanti come una reale opportunità di crescita e non come un’imposizione dall’alto. Quando i cittadini partecipano attivamente alla pianificazione o beneficiano dei frutti economici generati dal vento, l’accettazione sociale dei progetti aumenta drasticamente, creando un circolo virtuoso che accelera la decarbonizzazione. Spiega l’amministratore delegato di Wind Europe, Tinne Van der Straeten: «Le comunità di tutta Europa traggono beneficio dai progetti di energia eolica attraverso fondi comunitari, proprietà condivisa, investimenti nelle infrastrutture e riqualificazione degli spazi pubblici. Questi modelli di partecipazione funzionano. Non regolamentiamoli eccessivamente! Non esiste una soluzione valida per tutti. Gli sviluppatori di parchi eolici devono essere incoraggiati a comprendere le esigenze locali e a fornire soluzioni su misura per il contesto locale. Questa flessibilità garantisce risultati migliori rispetto a norme eccessivamente rigide o complesse».










