Le tensioni geopolitiche tornano ad alimentare la paura delle bollette. Oggi l’86% degli italiani teme che guerre e crisi internazionali possano tradursi in nuovi rincari dell’energia, in netto aumento rispetto al 77% della precedente rilevazione. E l’80% si dichiara preoccupato per l’aumento dei costi di luce e gas.

È quanto emerge dalla nuova ricerca Ipsos Doxa sulla povertà energetica presentata durante l’ottava Plenaria della Fondazione Banco dell’energia, che quest’anno celebra dieci anni di attività.

L'indagine evidenzia una diffusa fragilità economica: il 54% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della propria situazione finanziaria e otto persone su dieci affermano di non riuscire a sostenere alcune spese. Il 59% ritiene che questa condizione abbia un impatto negativo sulla qualità della vita, mentre il 67% pensa che la propria situazione economica peggiorerà o resterà invariata nei prossimi anni.

Cresce anche la consapevolezza del fenomeno: oggi il 75% degli italiani dichiara di conoscere il tema della povertà energetica.

I dati confermano un problema strutturale. Secondo l'Osservatorio italiano sulla povertà energetica (Oipe), oggi la povertà energetica coinvolge circa 2,4 milioni di famiglie italiane, pari al 9,1% del totale, il livello più alto mai registrato. Un fenomeno che non riguarda soltanto la difficoltà di pagare le bollette, ma sempre più spesso l'accesso ai servizi essenziali, il benessere abitativo e la salute delle persone più vulnerabili.