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A fine maggio, durante una conferenza stampa in vista dei Mondiali di calcio, Carlo Ancelotti ha fatto scoppiare a ridere i giornalisti in sala rispondendo con un noto proverbio italiano a una domanda sulla sua decisione di convocare Neymar Jr., il calciatore più famoso e amato della nazionale brasiliana. Ancelotti è il commissario tecnico del Brasile, e un giornalista gli aveva chiesto se, sapendo che l’infortunio di Neymar era più grave di quello che ci si immaginava, lo avrebbe convocato lo stesso. Dopo una prima reazione divertita e un po’ rassegnata, in un misto di spagnolo, portoghese e italiano ha risposto: «Sapete cosa si dice in Italia?, che se mio nonno avesse le ruote sarebbe un carretto».
È un’espressione comune in molte regioni italiane che si usa per liquidare la pratica di fare congetture su ipotesi irrealizzabili e su teorie fantasiose, e capita di sentirla anche come equivalente del più istituzionale “del senno di poi son piene le fosse”, un detto usato per sottolineare quanto sia inutile giudicare una decisione quando ormai è stata già presa o quando comunque non si può più intervenire per cambiarne gli esiti.
Ma non è la prima volta che il proverbio del nonno con le ruote, che può avere per protagonista anche una nonna, e come oggetto una carriola o una bicicletta, riscuote un gran successo in contesti stranieri, dove di solito suscita reazioni molto spiazzate e divertite. Il precedente più famoso ebbe per protagonista Gino D’Acampo, chef e ristoratore napoletano e personaggio ricorrente della tv britannica. Nel 2010 durante una puntata del programma di cucina inglese This Morning lo usò per rispondere alla conduttrice Holly Willoughby che aveva osservato che aggiungendo del prosciutto a un piatto a base di pasta e formaggio si poteva ottenere «una carbonara inglese».












