Dall'inno imparato a memoria alla serenità che trasmette, all'estero si sono innamorati del ct italiano. E lui dice: «Ho preparato più di 1.400 partite, può non essere sufficiente per arrivare a capire di calcio, però è sicuramente una buona esperienza»
E se fosse un italiano a sfatare la maledizione del Vecchio Continente per il Brasile? Le nazionali europee ai Mondiali sono stregate per la Seleçao: nelle ultime cinque edizioni sono sempre state loro a eliminare i Verdeoro. L’ultima volta che il Brasile ha eliminato una squadra europea è stata la finale del 2002: vittoria per 2-0 sulla Germania con doppietta di Ronaldo «il Fenomeno». Poi solo delusioni. Carlo Ancelotti dovrà sovvertire questa tendenza, dopo aver scampato la trappola Giappone in quello che Reuters ha definito «un thriller da Real Madrid», perché sotto la sua gestione i Blancos sono stati spesso protagonisti di rimonte come quella brasiliana ai sedicesimi di finale. All’estero sono pazzi per il commissario tecnico italiano. Per tutti, lui è l’uomo giusto per dare ordine al caos Verdeoro. Lo pensano anche in Brasile, tanto che l’attaccante Endrick dal ritiro della Nazionale ha addirittura detto: «Sembra che Dio l’abbia benedetto».







