La prima esperienza da ct nella nazionale “più importante del mondo”, il Brasile, che rappresenta un Paese “che ha un amore speciale per la maglia”. E poi la passione per il calcio, il rapporto con i giocatori, la religione e ovviamente un Mondiale da vincere, con la Seleção a secco dal 2002. A meno di un mese dall’inizio della Coppa del Mondo, Carlo Ancelotti si è raccontato in una lunga intervista al “Guardian”, affrontando anche i temi della valorizzazione di Vinícius e i dubbi legati alle condizioni di Neymar.

L’ex tecnico del Real Madrid si prepara così alla sua prima avventura da commissario tecnico in un Mondiale, dopo una carriera costellata di successi tra Champions League e campionati vinti nei principali tornei europei. Il grande obiettivo è riportare il Brasile sul tetto del mondo dopo oltre vent’anni di attesa.

Brasile, Ancelotti e il caso Neymar: "Convoco in base a forma e rendimento, non ai sentimenti"

“Non sono ossessionato dalla vittoria”

Ancelotti chiarisce subito il suo approccio alla nuova sfida: “Non sono ossessionato dal vincere il Mondiale”. Più che dall’ansia del risultato, il tecnico italiano dice di essere mosso dalla passione per il calcio e dal piacere di vivere questa esperienza alla guida della nazionale brasiliana. “Quello che ho è la passione per godermi i momenti che il calcio mi ha regalato. Provo piacere e passione nel vivere questo momento alla guida della nazionale più importante del mondo”, ha spiegato.