Tornare a essere una comunità educante per i minori e coinvolgere tutti i soggetti interessati dall’uso dei dispositivi digitali e dei social network - bambini, adolescenti, genitori, insegnanti, istituzioni - in un processo di educazione alla tecnologia. È con questo spirito che, nel dicembre 2025, la rete dei Patti digitali si è costituita in Fondazione Patti Digitali Ets, un soggetto nazionale indipendente che si pone l’obiettivo di coordinare la protezione dei minori online attraverso l’attivazione dal basso e la trasversalità delle iniziative che devono muoversi con gradualità e coinvolgere la comunità. Il movimento, che conta oltre 20.500 famiglie e più di 240 gruppi locali attivi in 16 Regioni italiane, ha organizzato ieri, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, l’incontro, quanto mai attuale, considerate le numerose iniziative internazionali per il divieto dei social ai minori, dal titolo «Educazione e protezione digitale: quali alleanze per un’azione comune in Italia e in Europa?». Il 14 maggio è, d’altronde, previsto il primo riscontro giudiziario alla class action italiana ed europea contro le piattaforme per inibire gli algoritmi che creano dipendenza.
Il punto politico










