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10 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:38
Mentre il governo è al lavoro per vietare l’accesso ai social network da parte dei minori di 15 anni, Giorgia Meloni punta l’indice sui doveri dei genitori, ma non dei colossi dal fatturato miliardario. La premier non nega i rischi della dipendenza tecnologica, per i più giovani e gli adulti. Ma la consapevolezza “impone un’assunzione di responsabilità, che ricade prima di tutto sulle spalle di chi dovrebbe avere maggiori strumenti e anticorpi per difendersi da quelle insidie. Cioè, noi adulti. E parlo di ‘noi’ perché, come mamma e come Presidente del Consiglio, mi sento la prima ad essere chiamata in causa. La prima a capire che il mondo degli adulti non sta facendo abbastanza per proteggere i bambini e i ragazzi”. La presidente del Consiglio ha lanciato l’appello con un messaggio registrato per il “Festival nazionale dell’Ascolto dei Minori”, l’evento romano del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’Ascolto dei Minori.
Esortare i genitori alla vigilanza sui più giovani, dinanzi ai rischi dei social network, potrebbe non essere casuale. Secondo l’articolo del Messaggero pubblicato l’8 aprile, il testo del governo per la tutela dei minori prevede multe per i genitori, in caso di mancata attivazione del parental control, il sistema per limitare le funzioni “pericolose” e garantire la sorveglianza degli adulti. Se non attiveranno la funzione, i genitori “potranno essere soggetti a sanzioni amministrative”. Problema: il parental control sovente è un rebus incomprensibile per i meno esperti e metterlo in funzione non è alla portata di tutti. Anche perché non sempre le piattaforme offrono chiare indicazioni, anzi. Lo sostiene la Commissione Europea puntando il dito contro TikTok. Il 6 febbraio Bruxelles ha pubblicato le conclusioni preliminari dell’indagine sul social made in China, accusato di non aver tutelato adeguatamente la salute dei minori. Tra i capi d’imputazione dell’esecutivo europeo, l’eccessiva complessità del parental control, fuori dalla portata della gran parte degli adulti. Secondo molti esperti non è un’esclusiva di TikTok bensì un tratto comune a diverse piattaforme, le difficoltà di attivazione del controllo parentale. Intanto, tra non molto, arriveranno anche i risultati preliminari dell’indagine su Meta, ha annunciato la commissaria europea Henna Virkkunen il 26 marzo. Il fascicolo è stato aperto il 16 maggio 2024, per verificare la tutela dei più giovani da parte di Facebook e Instagram.












