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7 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:55
Dopo 5 mesi in freezer, è riapparso il ddl 1136 per imporre il divieto di accesso ai social network ai minori di 15 anni. Mercoledì mattina sarà discussa nell’ottava commissione del Senato, dove giace dal 21 ottobre 2025. A suonare la sveglia è stato il drammatico caso della prof accoltellata a Trescore, in provincia di Bergamo, da un tredicenne delle scuole medie. Intanto, il governo Meloni è al lavoro su un altro testo, destando preoccupazione nelle associazioni delle famiglie: “Temiamo che una nuova proposta dell’esecutivo non possa vedere la luce prima della fine della legislatura, tra un anno”, dice Antonio Affinita, direttore generale del Moige (Movimento italiano genitori), interpellato da ilfattoquotidiano.it . Secondo lui “occorre fare presto lavorando sulla proposta già incardinata al Senato, che però va migliorata ed ampliata estendo il divieto fino ai 16 anni”.
La proposta già a palazzo madama è firmata dalla meloniana Lavinia Mennuni con 21 senatori di Fratelli d’Italia, sostenuta anche dalle opposizioni (tranne il M5s). Ma ora il governo vuole presentare la sua proposta, da sottoporre “all’Agcom e alle authority interessate, dei minori e della privacy, per ottenere poi il semaforo verde definitivo della premier”, secondo il Corriere della Sera. In pratica, palazzo Chigi rischia di tornare alla casella di partenza, come al gioco dell’oca, perché il testo di Palazzo Madama ha già superato tutti i vagli. Ma i tempi sono troppo stretti e i dubbi di Affinita serpeggiano perfino tra i meloniani: “Un nuovo ddl per vietare i social ai minori? Quasi impossibile da approvare prima delle urne nel 2027”, dice il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti, tra i firmatari della proposta. Non ha idea del perché il ddl 1136 sia stato in freezer così a lungo. Tuttavia non esclude che “il testo dell’esecutivo possa diventare un decreto, per accelerare in modo vistoso”. Il governo starebbe valutando in queste ore la via migliore – e più breve – per introdurre il divieto social a tutela dei minori, conferma a ilfattoquotidiano.it un altro parlamentare meloniano. Ma certezze non ve ne sono. Per accorciare i tempi, gioverebbe un decreto oppure emendare il testo del Senato. Ripartire con un altro testo, invece, li allungherebbe.











