SAN STINO - Ha percorso quasi un chilometro con un cadavere dentro una carriola, con una mano fasciata da un tutore per la frattura di un mignolo. In pieno giorno, spalla a spalla con gli altri cittadini che stavano andando a portare foglie e ramaglie dei loro giardini all'ecocentro. Solo che il 17enne di San Stino accusato di aver ucciso la zia, la 53enne Chiara Guerra, docente delle medie alla scuola locale, arrivato all'inizio di via Canaletta, non ha proseguito come gli altri verso il punto di raccolta di Veritas. In quell'orario, diverse persone si dirigono abitualmente verso l'ecocentro comunale di via Canaletta per conferire rifiuti: proprio questo movimento costante di residenti avrebbe permesso al giovane di confondersi tra la gente, facendo apparire del tutto normale quella camminata con la carriola.

Una passeggiata macabra di circa 700 metri. È uscito dalla casa della zia, in via Fratelli Cervi, con quella carriola coperta da un telo. Ha svoltato a sinistra, in via Fratelli Kennedy, e ha imboccato via Verdi. Ha raggiunto il suo obiettivo una volta arrivato in via Canaletta, all'altezza della chiusa. Una volta arrivato in una zona più isolata e lontana da possibili testimoni, ha infine gettato il corpo nel canale Malgher. I GIORNI SUCCESSIVI Il giorno dopo, il ragazzo è andato a scuola, come se nulla fosse. L'assenza della zia agli esami della sua classe di terza media, invece, ha fatto scattare le ricerche. Un profilo psicologico forse ancora da scoprire quello del giovane: un vicino ha riferito di aver scambiato ieri con lui qualche battuta quando nel cortile sono arrivati i carabinieri: «Gli ho chiesto cosa stava succedendo, e li mi ha risposto: "Mia zia ieri sera non è rientrata e siamo preoccupati, non sappiamo cosa sia successo". Io gli ho detto "Speriamo non sia successo niente" e lui è andato via come se nulla fosse». LE IMMAGINI Non c'è solo il suo racconto a sostegno dell'accusa. Quel quartiere è costellato di ville e case singole. Questo significa anche sistemi privati di videosorveglianza. Sono molti i filmati che avrebbero ripreso la passeggiata del giovane, in particolare uno lo avrebbe inquadrato alle 14.10 con la carriola tra le mani, spinta con una mano fasciata perché, come ha ricostruito una perizia medica, si era rotto un mignoli giorni fa tagliando una siepe. Vigili del fuoco e carabinieri ieri mattina hanno acquisito anche la scheda sd di un'altra telecamera che punta proprio sul canale all'incrocio tra le due vie: potrebbe aver registrato il momento dell'arrivo sul Malgher. IL MOVENTE I militari stanno ripercorrendo all'indietro le tensioni che avevano scosso gli equilibri della famiglia negli ultimi mesi. Un risentimento mai del tutto spento, legato a quell'eredità contesa su cui, forse, anche il ragazzo nutriva delle aspettative. È possibile che il 17enne abbia respirato quel clima carico di nervosismo che aveva incrinato il legame tra Chiara Guerra e i parenti. Che non corresse più buon sangue lo sapevano in molti a San Stino: i vicini, che li sentivano discutere spesso, e i vecchi amici, con cui si erano sfogati. Non è escluso, forse, che sia stata proprio un'amica di Chiara a segnalare ai carabinieri la scomparsa dell'insegnante, dicendosi in ansia proprio per quelle frizioni costanti tra le mura domestiche. È evidente che quelle tensioni per la gestione del patrimonio familiare erano diventate così gravose da essere condivise ogni giorno con le persone più strette uno sfogo trasformatosi, poi, anche nel primo segnale d'allarme. LE RICERCHE Le operazioni di ricerca sono iniziate sabato sera lungo il canale Malgher e sono riprese nuovamente all'alba di ieri. I vigili del fuoco hanno perlustrato l'intera area con squadre di sommozzatori, supportati dall'alto da droni ed elicotteri. Le attività si sono concluse in serata senza risultati e riprenderanno nuovamente questa mattina: oltre al corpo della donna, gli investigatori stanno cercando anche il coltello utilizzato nell'omicidio. Elementi ritenuti decisivi per verificare l'attendibilità della confessione del ragazzo, che al momento non convince completamente chi indaga. In diversi punti del racconto, infatti, il giovane sarebbe apparso confuso e contraddittorio. L'inchiesta, dunque, almeno sotto questo aspetto, resta ancora aperta.