Il ragazzo si sarebbe finto sconvolto per la scomparsa della zia, andando in giro per il paese e chiedendo a vicini e conoscenti se l'avessero vista. La mano fratturata del 17enne e l'ipotesi che la vittima abbia tentato di difendersi fino all'ultimo
È stato individuato il cadavere di Chiara Guerra, l’insegnante di 53 anni uccisa dal nipote a San Stino di Livenza, nel Veneziano. I vigili del fuoco, impegnati da giorni nelle perlustrazioni con elicotteri, droni, sommozzatori e il reparto Saf, sono al lavoro per il recupero della salma. Il ritrovamento arriva dopo una caccia serrata lungo il corso d’acqua, che la corrente avrebbe potuto trascinare verso la foce del Lemene, in direzione dell’Adriatico.
Il viaggio con la carriola e l’arma gettata nel Livenza
Stando alla ricostruzione firmata da Giorgia Zanierato per Il Gazzettino, il delitto si sarebbe consumato attorno alle 13.30 di giovedì nella legnaia della villa di via Fratelli Cervi 3. Subito dopo le coltellate, il ragazzo si sarebbe cambiato d’abito, mettendo da parte vestiti sporchi e arma. Alle 14.10 una telecamera lo ha ripreso mentre usciva con una carriola coperta da un telo: ha percorso circa 700 metri in dieci minuti fino alla chiusa del Malgher, dove ha lasciato cadere il corpo. Rientrato a casa attorno alle 14.30, si sarebbe occupato di ripulire il metallo della carriola dalle tracce ematiche. Verso le 15 sarebbe uscito di nuovo, questa volta in direzione dell’argine del Livenza, dove avrebbe gettato coltello e indumenti, mai recuperati dagli inquirenti.











