SAN STINO DI LIVENZA (VENEZIA) - Sono riprese la mattina di lunedì 15 giugno le ricerche del corpo di Chiara Guerra, la professoressa di 53 anni uccisa dal nipote 17enne giovedì a San Stino di Livenza.Le ricerche del cadavere Le ricerche si concentrano lungo il canale Malgher, dove il ragazzo ha confessato di aver gettato il cadavere dopo l'omicidio. In azione il reparto Saf dei vigili del fuoco con gommoni per il monitoraggio in superficie, i sommozzatori per le verifiche nei tratti più complessi e i piloti di droni incaricati della perlustrazione dall'alto delle aree più difficilmente accessibili. Nelle prossime ore è atteso anche il ritorno dell'elicottero che effettuerà un nuovo sorvolo dell'intero tratto seguendo il corso d'acqua fino alla foce e al mare Adriatico.

Le indagini Sul fronte investigativo, dopo la confessione del minorenne avvenuta nella nottata di sabato la procura di Pordenone fa sapere di escludere il coinvolgimento di altre persone nel delitto. Sul caso resta aperta l'inchiesta avviata appunto dalla Procura di Pordenone dopo la denuncia di scomparsa della donna, mentre plenipotenziaria è ora la Procura per i minorenni di Trieste, dal momento che l'unico indagato è il 17enne. «La svolta investigativa c'è stata quando sono emersi i gravi dissidi familiari pregressi tra i due nuclei, cioè tra la vittima Chiara Guerra e la famiglia del fratello (padre del 17enne, ndr). Da quel momento le attenzioni si sono concentrate sul minorenne che, dopo molte ore di interrogatorio, ha confessato il delitto sabato notte» ha spiegato all'Ansa il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone. «In quel frangente il fascicolo è transitato alla Procura dei Minori di Trieste - ha aggiunto - che dunque ora è plenipotenziaria. Noi continueremo a mantenere aperto il fascicolo perché non è stato ritrovato il corpo. Ci sono delle esigenze di approfondimento che potranno essere effettuate solamente al rinvenimento della salma». «Al momento - ha concluso - si esclude il coinvolgimento di terzi nel delitto ma, ripeto, solo le analisi del corpo potranno confermare quanto dichiarato dal reo». Anche le immagini della videosorveglianza, in cui si noterebbe il giovane trasportare una carriola con all'interno il cadavere, coperto da un telo, verso il canale confermerebbero che il 17enne ha agito da solo e all'insaputa della famiglia.