Il dossier di Massimo Losa, esperto di strade dell’Università di Pisa: nello nello stesso periodo in A11 ’solo’ 160 sinistri. "Soluzioni? Terza corsia nei tratti con più traffico e un sistema di tutor che controlli la velocità media" .di Alessandro Pistolesi
È la strada delle code infinite, dei tempi di percorrenza interminabili. Ma soprattutto è la strada del pericolo. Costante. Talvolta anche della morte. Ogni due giorni almeno una persona si ferisce in FiPiLi. Il numero degli incidenti è superiore di quasi otto volte rispetto alla Firenze-Mare. Del resto nella strada di grande comunicazione transitano fino a 2800 veicoli all’ora. E al minimo incidente, di media, i pendolari restano ostaggio del traffico per 30 minuti. Sono solo alcuni dei numeri choc contenuti nel dossier che la Regione Toscana ha commissionato a Massimo Losa, professore di strade, ferrovie e aeroporti per l’Università di Pisa. Sulla base di questi dati, il governatore Eugenio Giani ha dato la spinta a Toscana Strade Spa, la società in house con la missione di salvare la FiPiLi attraverso una gestione diretta, maxi investimenti e terze corsie. Il tutto sulla base di un ampio lavoro, durato dieci mesi, che raccoglie dati, elaborazioni e analisi approfondite.









