La monoclorammina è impiegata da un secolo e secondo l'OMS le concentrazioni di sottoprodotti non costituiscono un rischio
Secondo quanto riportato in un reel su Instagram, in Italia avrebbero «cambiato l’acqua» senza prima informarci. Al centro del “complotto” ci sarebbe la monoclorammina (NH₂Cl), un composto chimico inorganico ottenuto dalla reazione tra cloro e ammoniaca. Tale sostanza, darebbe luogo a un’altra sostanza, la N-nitrosodimetilammina (NDMA), classificata come «probabile cancerogeno» nelle persone. L’introduzione della monoclorammina come disinfettante nell’acqua del rubinetto non deve destare preoccupazione, ecco perché.
Per chi ha fretta:
La monoclorammina non è un segreto: viene utilizzata da circa un secolo a livello globale e da anni in diverse reti idriche italiane.
Sebbene possa generare come sottoprodotto l’NDMA (classificato come probabile cancerogeno), l’OMS conferma che le concentrazioni riscontrate nell’acqua potabile non costituiscono un rischio rilevante per la salute umana.









