di Chiara Amati
Leggere le informazioni aiuta a capire cosa stiamo bevendo davvero. L'esperto spiega perché non esiste un’acqua «migliore» in assoluto e perché anche quella del rubinetto, in Italia, resta nella maggior parte dei casi sicura e controllata
Bere acqua sembra il gesto più semplice del mondo. Eppure, davanti allo scaffale del supermercato, l’acqua smette di essere soltanto acqua. Cambiano il residuo fisso, il contenuto di calcio, sodio, magnesio, bicarbonati, la presenza naturale o aggiunta di anidride carbonica. Cambia, cioè, la sua identità minerale. Ciò non significa che esista un’acqua «migliore» in assoluto: semplicemente non tutte rispondono allo stesso modo alle esigenze di chi le beve.Per Matteo Bassetti, divulgatore medico-scientifico, «l’acqua non dovrebbe essere consigliata. Casomai è il nostro organismo a scegliere la più adatta a sé e non è detto che debba essere sempre la stessa. Purtroppo, e lo vedo spesso al supermercato, la gente tende ad acquistare la più conveniente, forse perché di largo utilizzo. Bisognerebbe, invece, leggere le etichette con molta attenzione: rivelano molto di questo alimento indispensabile».
Il residuo fissoTante le informazioni da prendere in considerazione. «Sgombriamo il campo dai dubbi: il residuo fisso è soltanto una, non la sola. In altre parole, giusto guardarlo, sbagliato scegliere esclusivamente in base al suo valore».Residuo fisso, si diceva. E cioè, la quantità di sali minerali che resta dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180°C. Si esprime in milligrammi per litro. «Attenzione: un’acqua “a basso residuo fisso” non è per forza di cose la migliore. Dipende dall’uso e dalle esigenze personali». Per chiarire: le acque minimamente mineralizzate hanno un residuo fisso fino a 50 mg/l; le oligominerali tra 50 e 500 mg/l; le medio minerali tra 500 e 1.500 mg/l; quelle ricche di sali minerali oltre 1.500 mg/l. «Le prime sono molto leggere e possono favorire la diuresi — specifica Bassetti —. Le oligominerali sono spesso scelte per il consumo quotidiano. Le medio minerali hanno una presenza più significativa di sali e possono tornare utili quando si suda molto, ad esempio in estate o dopo un’attività fisica. Le fortemente mineralizzate, invece, non andrebbero considerate acque “da tutti i giorni”: proprio perché molto ricche di sali, sono più adatte a esigenze specifiche, in alcuni casi da valutare con il medico. Infine: l’idea che le acque a bassissimo residuo “depurino” di più o facciano dimagrire non ha solide basi scientifiche».









