L’acqua minerale naturale potrebbe non essere così pura come si crede. Un recente test condotto su 21 marchi presenti sul mercato (20 italiani e uno proveniente dalle alpi francesi) ha, infatti, rivelato la presenza di tracce di Tfa (acido trifluoroacetico), un inquinante legato all’attività industriale e alla degradazione di composti chimici come, ad esempio, i gas fluorurati. I risultati evidenziato da Altroconsumo parlano chiaro: sei marche sono state giudicate insufficienti per la qualità complessiva del prodotto, mentre solo undici hanno superato la prova senza riserve. Le restanti si collocano in una zona di mezzo, con valori di Tfa non allarmanti, in ogni caso presenti. Da ciò emerge che l’acqua imbottigliata, per molti alternativa più sicura rispetto a quella del rubinetto, non sarebbe immune dagli effetti dell’inquinamento ambientale che riguarda l’intero ecosistema.

Oltre alla ricerca di inquinanti ambientali, il test ha preso in esame anche altri aspetti fondamentali per valutare la qualità complessiva dell’acqua minerale. Tra i parametri analizzati figurano la composizione chimico/fisica — con particolare attenzione ai livelli di sali minerali, nitrati, fluoruri e metalli pesanti — e la presenza di contaminanti come residui di disinfettanti o sostanze rilasciate dagli imballaggi. Sono stati, inoltre, valutati l’impatto ambientale del packaging, la sua praticità e la completezza delle informazioni riportate in etichetta. Il quadro finale mostra che solo 11 delle 21 marche testate hanno ottenuto un giudizio complessivamente buono.