Nestlé Waters, la divisione del colosso agroalimentare che si occupa delle acque minerali, ha ammesso di aver utilizzato trattamenti vietati con filtri a raggi ultravioletti e carbone attivo su alcune delle sue acque per preservarne la «sicurezza alimentare». Ma l’aspetto forse più grave è che lo Stato francese sembra avere coperto la pratica, a danno dei consumatori, cedendo a una sorta di ricatto implicito sulla disoccupazione: l’eventuale crisi dell’azienda provocata da misure troppo severe avrebbe messo a rischio centinaia di posti di lavoro.
Perrier, «insabbiate le irregolarità sull’acqua»: le accuse all’Eliseo per il caso Nestlé
La divisione Waters ha ammesso di aver utilizzato trattamenti vietati su alcune delle sue acque per preservarne la «sicurezza alimentare». La commissione parlamentare: la presidenza sapeva dal 2022










