Un post virale sostiene che le «élite» abbiano rimosso il rame dalle piscine per privare i bagnanti dei suoi presunti poteri benefici. Si tratta di una narrazione priva di fondamento: il rame non sanifica l'acqua all'istante e il cloro viene utilizzato nei limiti di legge per tutelare la salute pubblica

Diverse condivisioni su Instagram riportano un post-carosello riguardo alla teoria del complotto sul rame che prima sarebbe stato sufficiente a rendere l’acqua sicura, mentre adesso si usa il cloro che invece sarebbe tossico. Il tutto ci verrebbe nascosto dalle «élite», per ragioni non meglio precisate.

Per chi ha fretta

Un post virale sostiene che nel Novecento le piscine fossero rivestite di rame per purificare l’acqua e “guarire” i nuotatori, prima che le «élite» lo sostituissero con il cloro tossico.

Non esiste alcun riscontro storico o scientifico sull’uso del rame per rivestire e disinfettare le piscine. L’azione antibatterica del rame richiede molte ore di contatto e non è idonea a sanificare grandi volumi d’acqua da bagno in tempo reale.